Utilizzando questo sito accetti l’uso di cookie per analisi e contenuti personalizzati. Approfondisci

Proposta di pace per la Siria

Venerdì 11 maggio ore 10.30 in Università Cattolica di Milano

La proposta | Adesioni

In un concorso di video giornalismo della RAI vince un servizio su Abitare Solidale.

In un concorso di video giornalismo della RAI vince un servizio su Abitare Solidale, realizzato da una quinta del Liceo Severi - Correnti di Milano

“FUTURIAMO. Un progetto per i ragazzi dello Spazio-studio”, il lunedì dalle 18.00 alle 21.00 tra febbraio e maggio.

 

 

 

Introduzione

Durante lo scorso anno un gruppo di ricerca del Centro di Ricerca sulle Relazioni Interculturali dell’Università Cattolica di Milano ha svolto una ricerca azione con tema “Ragazze e ragazzi alla ricerca di identità tra tante appartenenze e desiderio di autonomia” che ha coinvolto i ragazzi che frequentano lo Spazio Studio.

Tale lavoro di ricerca è nato con due obiettivi: “Mettere a fuoco e comprendere alcune dimensioni qualificanti e caratterizzanti i percorsi di crescita di ragazzi e ragazze, rispondere alla necessità di nominare e descrivere quali possono essere le competenze e le strategie didattiche ed educative che meglio intercettano bisogni, desideri, sguardi e talenti di ragazze e ragazzi e ne sostengono i percorsi di crescita e di costruzione identitaria in prospettiva interculturale”.

Dalla ricerca è emerso che i giovani che attraversano due culture portano con sé temi e questioni caratteristiche non solo del loro essere adolescenti, ma più nello specifico del loro essere adolescenti tra due mondi culturali differenti. Successivamente tali temi e questioni sono stati riassunti dall’ equipe del servizio in tre macro-direttrici sulle quali impostare il lavoro dei prossimi anni:

  • il bisogno di narrarsi

  • il tema delle competenze invisibili

  • il tema delle prospettive future

Dai risultati della ricerca, dalla disponibilità che i ragazzi hanno dimostrato nel partecipare alla ricerca azione e dalla ricchezza di argomenti emersa dalle interviste alle quali si sono sottoposti, è nata nell’ equipe dello Spazio Studio la volontà di costruire un progetto che iniziasse a rispondere alle necessità individuate.

 

 

Obiettivi

Il progetto sviluppa quindi la prima direttrice: il bisogno di narrarsi. Gli obiettivi di tale percorso sono dunque:

  • permettere ai ragazzi di trovare spazi, tempi e modalità per poter condividere e narrare le loro origini, le questioni di vita quotidiana, i percorsi di crescita, le trasformazioni e le strategie identitarie

  • esperire un luogo sicuro in cui potersi raccontare

  • aumentare la conoscenza reciproca e consolidare le relazioni già esistenti sia fra il gruppo di pari che con gli educatori.

Le narrazioni autobiografiche verranno impostate affrontando il tema del futuro. Tale argomento è stato individuato dall’ equipe educatori ed è stato scelto perché trasversale alle differenti età dei partecipanti e fortemente interculturale.

 

 

Azioni

Il progetto si dipanerà in quattro incontri e la restituzione finale. I partecipanti saranno guidati nella costruzione e condivisione dei loro racconti con l’utilizzo di diversi mediatori e strumenti: puntate di telefilm, musica, creazioni artistiche, lavoro in gruppi ristretti, momenti guidati di confronto. Gli incontri sono cosi organizzati: il primo è preposto al lancio del tema, il secondo alla condivisione delle proprie storie, il terzo alla rielaborazione del materiale emerso nei primi due incontri, il quarto alla condivisione dei prodotti mediali creati dai ragazzi. Gli incontri saranno organizzati con una prima parte laboratoriale e una seconda parte di cena condivisa e saranno condotti dai quattro educatori e supervisionati dalla responsabile dello Spazio Studio. La partecipazione dei ragazzi è su base volontaria e previa autorizzazione dei genitori.

 

 

Spazi e tempi

Gli incontri si svolgeranno un lunedì sera al mese, dalle 18.00 alle 21.00, a partire da febbraio 2018 e fino a maggio 2018 per un totale di quattro. Avranno luogo in un’aula del Centro Italiano per Tutti che possa ospitare adeguatamente il numero dei partecipanti, sia per il momento di laboratorio che per la cena. Si ipotizzerà poi insieme all’equipe allargata del Centro, in accordo con i ragazzi, un’eventuale restituzione pubblica durante la festa finale dei corsi.

 

 

 

Milano, 18 gennaio 2018

ll liceo Leonardo da Vinci, l’IIS Bertarelli e l’iBVA-Centro Italiano per Tutti organizzano attività di supporto allo studio presso il Liceo Leonardo.

Ogni lunedì pomeriggio presso il Liceo Leonardo da Vinci si svolge un’attività di sostegno allo studio da parte degli studenti del Leonardo per i ragazzi dell’IIS Bertarelli. Il Centro Italiano per Tutti svolge compiti di formazione dei tutor e di supporto organizzativo. 
Il progetto è stato proposto dagli studenti del Leonardo ed approvato dai Collegi Docenti delle due scuole. 
 

Ricordiamo Marco Liva, amico e consigliere dell'iBVA

Gianmarco Liva, consigliere dell'istituto Beata Vergine Addolorata, è scomparso improvvisamente il 26 agosto.

 

 

Se ne è andato tra le sue montagne, in un baleno, là dove, – in cima ad ogni vetta, ad ogni colle – elevava carico di entusiasmo – più ancora che di fatica - un ringraziamento al creato e al suo Creatore: per la meta raggiunta e per la bellezza che poteva ammirare e di cui si sentiva pienamente parte. Ricco di passione e dedizione per l'uomo e per la Terra, Marco ha lasciato un vuoto che stentiamo ancora a concepire, un vuoto che contrasta amaramente con la pienezza delle sue opere di solidarietà, iniziate con passione, seguite con cura, portate a termine per avviarne subito altre, a Milano e in Brasile.

Marco nasce a Milano il 13 marzo 1954 e fin da bambino frequenta l'oratorio di sant'Ambrogio; dopo gli studi e la laurea intraprende un'attività imprenditoriale, sempre attento a chi, intorno a lui, si trova in situazione di bisogno. Conosce Marcello Candia e si lascia coinvolgere nelle sue iniziative in Brasile; viene eletto nel Consiglio Comunale di Milano e nel 2002 diviene Presidente della Fondazione Candia: iniziano così i suoi ripetuti, regolari viaggi in Brasile per curare la costruzione di scuole, ospedali, ambulatori, case di accoglienza – la cui conduzione è affidata a personale del luogo. Nel 2008 entra a far parte del Consiglio Direttivo della nostra associazione e si occupa di sostenerne con passione e personale impegno tutte le iniziative, da Abitare Solidale a Solidando di cui ha curato personalmente la ristrutturazione degli spazi.

 

Marco era colmo di entusiasmo e gioia, di una vitalità pervasiva e coinvolgente. Era animato da una passione vera e profonda per l'uomo: questa forse la sorgente, certo lo scopo e il senso della sua vitalità.

Se, come diceva la filosofa Hanna Arendt, il disegno della vita si può cogliere alla fine, la premura verso gli altri emerge come immediata, evidentissima forma della sua presenza tra noi.

Premura significava per lui attenzione e cura sollecita, pronta. Quando c'era da rispondere a una necessità, a un pressante bisogno, la sua intenzione era di portare immediato aiuto. Soffriva gli indugi, soprattutto quando c'era di mezzo qualcuno che in quell'attesa penava. Questa la sua premura che resta a noi in eredità come guida per il nostro agire.

E poi, possiamo riconoscere la sua sensibilità per il gesto, l'intenzione doveva trasformarsi in immediato gesto, quell’eccesso di intenzione - che era l'essenza della sua straordinaria vitalità - doveva diventare azione, materia concreta e vivente. Un gesto quindi che accompagnava quasi sempre anche il suo parlare, ma il gesto – se trovava l’ origine nel suo bisogno fondamentale di comunicare, di porsi in relazione con l'altro - cercava forse il suo compimento in montagna, dove si esprimeva – nel suo instancabile andare – la sobrietà di un modo di vivere e l'amore per la Terra tutta che consentiva al movimento, al passo, di abbracciarla tutta intera: un amore fedele, totale, un affidamento, quasi un abbandono alla Terra e alla splendida, stupefacente totalità di cui era frammento sentendosene pienamente responsabile. Anche sapendo che la Terra avrebbe potuto distrarsi da quell'amore (del resto, a chi non capita?), e in quell'attimo carpirgli la vita. Marco l'avrebbe amata ancora, per tutto quello che gli ha dato.

 

E in questo messaggio di speranza – anche un piccolo gesto verso chi hai davanti può riconciliare con il Tutto aiutando a completarlo, perché anche il Tutto sembra essere lì, in attesa di un gesto – troviamo che ci ha non solo lasciato un compito, ma anche preceduto lungo una via. Che abbiamo davanti: ardua come una montagna, ma delicata come un piccolo, leggerissimo passo.

 

A Marina, a Martino, Ilaria, Giovanni e Giacomo un grande, forte, affettuoso abbraccio da parte dell’iBVA, e un grazie per averci permesso di condividere la presenza di Marco, un grande dono per tutti.

Sottocategorie